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02 luglio 2015

Dichiarazione d'amore

Giugno 2015. Calda sera estiva a Roma, uno dei tanti eventi all’aperto, gente con bicchiere di prosecco o birra in mano e tanta tipica confusione.
In mezzo alla calca urto un bel ragazzo alto, lo guardo mentre mi scuso, mi guarda "Ma tu.. tu somigli a.." 
"Ah somiglio eh?"



Riusciamo a trovare uno spazio per parlare un po’, mi dice che ha un buon lavoro e una ragazza che adora. 
Mi fa vedere le foto sullo smartphone, una biondina dal breve sorriso. 
"E’ una ragazza straordinaria, c’ha il lavoro suo però è una vera donna di casa, lava stira cucina, mi fa trovare il piatto caldo pure se torno tardi. La tiene uno specchio la casa, guarda m’ha proprio preso." 


Non so proprio cosa replicare a questa tenera dichiarazione d'amore, e dico la prima cosa che mi viene in mente
"Mi sembra una bella cosa, ma... è italiana?" 
"No, rumena"




20 giugno 2015

Rapsodia di Colori - Esposizione al Frames Gallery & Wine di Roma

La prima mostra d'arte al Frames Gallery & Wine, il nuovo locale a Roma che unisce la passione per l'arte a quella per la convivialità 
dal 19 giugno per 3 settimane esposizione di tele di Ornella Antonelli e Monica Bini, pittrici romane che hanno in comune la passione per la forza del colore a cura di Ornella Antonelli





Ornella Antonelli è nata a Roma nel 1962. Ha frequentato l’Accademia d’Arte e Costume e l’Accademia di Decoratrice e Allestitrice
E’ stata allieva del M.° Oliviero Leonardi e del M.° Mauro Di Francesco
Ha partecipato a numerose mostre d’arte nazionali e ha vinto numerosi premi, tra cui il Premio Capitolium 2012.
Nelle sue opere utilizza l’acrilico materico. 

Il suo percorso di pittrice, iniziato da giovanissima autodidatta, si è andato sempre più allargando ed approfondendo col tempo, fino ad approdare con sicurezza “in uno spazio espositivo che non consente deviazioni, ed afferma una maturità intuitiva e visiva che la pone, con autorevolezza, sulla scena artistica”. 
Con tecnica e tratto non convenzionali, Ornella Antonelli nelle sue opere persegue una ricerca artistica legata ad un’originale visione e interpretazione della profondità del sentimento; sia in campo figurativo che astratto la sua perizia e particolità nell'utilizzo del colore trasmettono energia, vitalità e autorevolezza visiva.
Il segno è pulito e condotto con sicurezza. I dipinti eccellono per freschezza e le sovrapposizioni sono ben studiate, esprimendo i contenuti con efficacia e soprattutto con una certa disinvoltura.”


Monica Bini 27 anni, pittrice romana. 
Muove i primi passi da autodidatta, appassionandosi soprattutto al ritratto e volendo continuare questo percorso, decide 3 anni fa di iscrivermi alla facoltà di Pittura dell'Accademia di Belle Arti di Roma, che la avvicina ancora di più a questo mondo e ad altre forme d'arte come l'incisione, l'illustrazione e la scultura. 
Ma la sua tecnica migliora decisamente quando inizia a frequentare, un anno fa, lo studio del maestro O. Sabene. 
Ha esposto le sue opere nelle ultime 5 edizioni dei 100 pittori di via Margutta, come artista più giovane; nel 2011 ho vinto il concorso per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia svoltosi a Palazzo Valentini; nel 2009 è stata selezionata per la Mostra Internazionale d’Arte Contemporanea "Spazio, Tempo e Materia" a cura della critica e storica d'arte S. Falzone. 

Partecipa regolarmente ad iniziative e collettive d'arte con associazioni culturali a Roma e Firenze.






Roma, Piazza Pasquale Paoli 15
Lun - Ven:
11.00 - 0.00
Dom:
16.00 - 0.00

02 novembre 2013

Quanto sei bella Roma

Tiepido primo sabato di novembre, sole leggero e bianche nuvole su Roma. 
Ma quanto è bella Roma! Scendi da Monte Mario per sinuose e verdi vie fino a piazzale di ponte Milvio, prendi un caffé al Bar Libreria Pallotta, e t'incammini a cuore aperto verso il ponte. Ponte Milvio, ovvio, coi suoi sanpietrini, e la vista su una Roma languida e ferma. 
A sinistra ponte Flaminio, che collega i palazzi della Roma bene, quelli di Vigna Clara e quelli dei Parioli divisi dal fiume, e a destra lo Stadio e lontano il ponte della Musica, che arriva dritto fino alle conchiglie dell'Auditorium Parco della Musica. Attraversi piano e appena noti carte e altro sparso in terra, troppo romantico e bello passeggiare. Perché Roma è così, caos e romanticismo.

Arrivi dall'altra parte del Tevere e continui a destra, placidamente sotto i platani che costeggiano il marciapiede coi rami che sfiorano il viso, per arrivare a ponte Duca d'Aosta che collega il Foro Italico al quartiere Flaminio. E poi torni un po' impaziente lungo il Tevere fino a ponte Milvio, sempre sotto gli opulenti platani. E' così bella Roma, così lento e indifferente il Tevere. Da ponte Duca d'Aosta t'affacci su un gruppo di canoisti che inizia l'allenamento, e niente altro, nonostante il traffico il fiume ti rimanda silenzio e quella falsa tranquillità tutta romana. 

Sul lungotevere il traffico e il rumore si riappropriano del loro spazio, ma vai dritta con lo sguardo al fiume, sguardo che si fa più difficile, devi fare attenzione perché il marciapiede improvvisamente si restringe, e devi scegliere se sbattere contro il palo piantato in mezzo al camminamento, o cadere pericolosamente lungo il terreno dissestato che a destra scende a fiume, dove si snoda la pista ciclabile, poche biciclette e qualcun altro che si gode il Tevere seduto sulle panchine. 

E mentre poi eviti con cura di scivolare su mucchi e mucchi di foglie accumulate sul marciapiede, che se non le schivi rischi di finire sotto una macchina o lungo la scarpata, l'occhio ti cade su una scala che da riva porta all'acqua. 

Una scala strana, in ferro, sembra che voli, poi guardi meglio e la scala è vecchia e arrugginita, completamente divelta da tutto un lato, ma resiste imperterrita, nessuno la toglierà, come nessuno poterà i ricchi platani o pulirà i marciapiedi, o porterà via le foglie che poi creano tanti guai appena piove. Nessuno ripristinerà i marciapiedi interrotti e riposizionerà i lampioni in modo che si possa camminare senza dover scendere dal marciapiede sul pericoloso lungotevere. 

Roma è così, certe cose vanno mantenute, come l'obelisco che ti accoglie quando da ponte Duca d'Aosta arrivi davanti al Foro Italico, col nome di Mussolini bene in vista... Ma per fortuna c'è sempre un tiepido sole, c'è il fiume che silenzioso comprende e non si stupisce, e c'è Roma, e quanto è bella Roma!