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11 maggio 2013

Contestare le sentenze


I problemi personali di Berlusconi hanno completamente falsato il nostro rapporto con la magistratura, nel senso che siccome Berlusconi la attacca, chi è con lui è automaticamente contro la magistratura, chi non è con lui si sente in dovere di difenderla comunque, senza se e senza ma. 
In realtà, fatti salvi pochi eroi finiti male, e pochi seri professionisti, è difficile difendere a spada tratta i magistrati. Io non me la sento, e contesto le sentenze (chi l'ha detto che si devono accettare senza fiatare?), soprattutto quelle che prevedono 16 anni 16 per chi uccide la moglie o ex compagna; che prevedono il reintegro a scuola di un bidello pedofilo in attesa della sentenza definitiva, che nel frattempo può molestare altri ragazzini; che consentono il rapimento davanti alla madre, davanti alla scuola, di un bambino spaventato a causa di una sindrome ancora molto discussa e non provata; che infliggono pene 'severe' dai 2 ai 4 anni ai colpevoli di stupro e violenza sulle donne.
Non difendo magistrati che si servono del famigerato "rito abbreviato" per togliere alle vittime anche la dignità di un giusto processo e di una giusta condanna del loro assassino, o stupratore.  
Quando la vittima è una donna, poi, sembra sempre che i magistrati, magari involontariamente, seguano sempre il modello “sentenza jeans”, quella che nel 1999 stabiliva che se una donna indossa i jeans, allora lo stupro è “consenziente”. Purtroppo non sembra che siano cambiate molte cose, da quella inverosimile sentenza.
Se una parte politica è contro la magistratura per ragioni politiche e puramente elettorali, il rapporto tra magistratura e cittadini non sarà mai equilibrato e funzionale ad una corretta amministrazione della giustizia, a favore delle vittime prima che dei colpevoli.

29 maggio 2012

Il potere logora chi ce l'ha



Francois Hollande è diventato Presidente della Repubblica Francese il 6 maggio 2012. Il 15 maggio si è insediato ufficialmente all'Eliseo, e il 16 maggio ha annunciato la composizione del nuovo governo. Beppe Grillo non ha commentato. Il 21 maggio Federico Pizzarotti, candidato del Movimento 5 Stelle, sparigliando tutti i giochi politici, è eletto sindaco di Parma. Intervistato qualche giorno dopo, alla domanda sulla composizione della sua nuova giunta ha risposto con una punta di sano vecchio "politichese" che era ancora troppo presto per parlarne, che era appena stato eletto, che sarà gente nuova alla politica, ci lavoreremo ecc ecc. Dopo qualche giorno aveva tirato fuori un nome, uno solo per il momento, tale Tavolazzi da Ferrara. Apriti cielo! Beppe Grillo in veste di ologramma parlante gli ha tirato le orecchie, e pubblicamente gli ha fatto sapere che le nomine per la giunta spettano solo a lui, il Grillo. Che il Tavolazzi lui lo aveva scomunicato da un pezzo, e che non si permettesse il neo sindaco di confermare l'incarico o di prendere altre autonome decisioni. Perché il Movimento 5 Stelle è un movimento di cittadini lontani dalla politica, che nasce dal basso, senza gerarchie e in totale autonomia, tranne quando si prendono decisioni: quelle spettano solo al Grillo Parlante! Ma riesci a malapena a riprenderti da questo colpo basso in perfetto stile Pd, che tutto viene ridimensionato dagli stessi protagonisti: Grillo non ha mai polemizzato con Pizzarotti, è la stampa che ha montato tutto ad arte per creare dissidi: 
...Pizzarotti? Profilo basso. «Il rapporto con Grillo è buonissimo, i media ci hanno messo in bocca parole non nostre» fa sapere in serata, via video, dopo aver dribblato tv e taccuini, sgattaiolando dal retro di un bar...(F. Alberti, Corriere della Sera)
altro colpo in perfetto stile Pdl, questa volta. Perché Grillo e i Grillini saranno pure digiuni di politica, ma imparano in fretta i vizi peggiori dei politici da cui si vogliono distinguere.  

14 maggio 2012

Crisi e Sottovalutazione

Sottovalutazione. O forse no. Questo inizio secolo è segnato da una delle crisi economiche e sociali più drammatiche che l'Europa abbia conosciuto. La crisi è stata per lungo tempo sottovalutata, ma ora è finalmente al centro del dibattito politico, e di quello mediatico, e di quello familiare. Crisi, non c'è nient'altro. Ma c'è altro. C'è il Front National di Marie Le Pen in Francia, c'è il partito neonazista in Grecia, c'è un'onda neonazista che percorre sempre più forte ogni paese d'Europa, da est, dove in alcuni casi è al potere (in Bulgaria), fino al nord. E poi c'è l'Italia. Solo qualche tempo fa il sindaco della capitale ha patrocinato una manifestazione "pro-vita", cioè contro l'aborto, sponsorizzata e organizzata dai fascisti di Forza Nuova e dagli integralisti di destra di Militia Christi. Ma i neofascisti italiani sono anch'essi al potere da tempo, grazie a Berlusconi, che li ha inglobati nel suo partito, o ne ha accettato il sostegno esterno. E con una sapiente azione mediatica, ci hanno pian piano abituato a dubitare, della giustezza dei diritti acquisiti, dell'importanza della memoria, dei valori condivisi che trovavano un luogo comune nel sentimento antifascista dal dopoguerra. L'antifascismo è stato ridotto a vecchia retorica, lontana dalla realtà. Perché la realtà è crisi. La realtà è una crisi che in poco tempo sta velocizzando il processo di coming back su diritti acquisiti coscienza collettiva sogni proteste ideali memoria storica... grazie alla sottovalutazione di quelle forze politiche che avrebbero dovuto, e potuto, contrastare in modo diverso e più incisivo questo processo. Sottovalutazione, o strategia, come già in altri tempi, in cui alla crisi economica si è risposto con l'assolutismo dei valori e della politica, con il condizionamento delle menti, con la costruzione di un futuro di egoismo collettivo senza solidarietà. O tradimento. Tradimento dei sogni di generazioni già segnate, prima ancora di vederle crescere. Così le manifestazioni "pro life" diventano un misero paravento dietro cui nascondere l'odio per chi è già nato, e per chi verrà.